Biologia Molecolare | Laboratorio Cusmai | Laboratorio di Analisi a Bari (San Pasquale, Mungivacca, Poggiofranco, Carrassi, Libertà, Triggiano)

Il laboratorio di analisi Cusmai a Bari accreditato Biologia Molecolare.

Nell’ultimo decennio l’analisi del DNA ha fornito un valido supporto sia in ambito clinico che diagnostico per un numero elevato di malattie geniche monofattoriali, cioè causate dall’alterazione di un singolo gene come la fibrosi cistica, disturbi della coagulazione e le talassemie.

La biologia molecolare e l’analisi del DNA sono fondamentali per molte aree della biologia di base e applicata e tutti gli studenti dovrebbero ora comprendere le basi della biologia molecolare.

Il test HPV (detto anche DNA HPV test) consiste nel prelievo di una piccola quantità di cellule dal collo dell’utero (o cervice uterina) che vengono successivamente analizzate per verificare la presenza di Papillomavirus: le infezioni causate da questo virus possono infatti essere responsabili del tumore del collo dell’utero.
Le modalità di esecuzione dell’esame sono analoghe a quelle del Pap test: nel corso di una normale visita ginecologica, si applica lo speculum, uno strumento che dilatando il canale vaginale permette la visualizzazione e l’accesso al collo dell’utero. A questo punto si inserisce delicatamente una speciale spatola o un bastoncino cotonato che servono a raccogliere piccole quantità di cellule sia dal collo dell’utero sia dal canale cervicale da esaminare in laboratorio.
Il test rileva la presenza del DNA di 14 genotipi ad alto rischio oncogeno (16, 18, 31, 33, 35, 39, 45, 51, 52, 56, 58, 59, 66 e 68) del papillomavirus umano (HPV) nel campione testato.
Il materiale per il test è uno striscio cervicale eseguito autonomamente a casa, utilizzando un apposito kit, che aumenta ulteriormente il comfort del paziente. Le infezioni da HPV sono tra le malattie sessualmente trasmissibili più comuni. Delle diverse centinaia di tipi di virus esistenti, la maggior parte causa infezioni innocue e autolimitanti o la presenza del cosiddetto acuminato.
Tuttavia, una dozzina circa di essi mostra un effetto altamente oncogeno, ovvero aumentare il rischio di alterazioni neoplastiche. I tipi di HPV 16 e 18, che vengono rilevati più spesso nei pazienti polacchi, rappresentano circa il 70% di tutti i casi di cancro cervicale.
Secondo le raccomandazioni della Società ginecologica italiana, ogni donna oltre al test citologico standard, dovrebbe eseguire test genetici per l’infezione da HPV almeno una volta ogni 3 anni.
Sebbene identificare la presenza del virus non sia sinonimo di malattia e non comporti l’immediata attuazione della terapia, grazie alla conoscenza del portatore del virus, le donne hanno il tempo di pianificare un’adeguata profilassi e, in caso di primi sintomi di la malattia – per introdurre un trattamento appropriato, aumentando le possibilità di un completo recupero salute. Lo studio è consigliato principalmente:
– per tutte le donne sane, come test di screening, oltre alla citologia cervicale, per determinare la presenza o l’assenza di genotipi HPV altamente oncogeni
– per identificare le donne che sono a maggior rischio di sviluppare il cancro cervicale o la presenza di displasia di alto grado
– come test di screening complementare per i pazienti con diagnosi di ASC-US (cellule squamose atipiche di significato indeterminato) per chiarire la necessità del rinvio alla colonscopia
– per le donne che soffrono di infiammazioni ricorrenti e difficili da diagnosticare del tratto genito-urinario
– per tutte le donne sessualmente attive.
É un batterio endocellulare obbligato che causa il tracoma.
É inoltre una delle più comuni cause infezioni a trasmissione sessuale con particolare diffusione tra le giovani donne di età inferiore ai 25 anni.
Generalmente può essere causa di patologie quali: cecità, artrite reattiva, linfogranuloma venere e molte altre malattie sessualmente trasmissibili.
– possibili danni alle tube di Falloppio
– malattie infiammatorie pelviche o PID
– gravidanza extrauterina
– insorgenza di infertilità
– infezioni dell’epididimo
– infezioni dei testicoli
– infezioni della prostata
– insorgenza di infertilità
I sintomi dell’infezione da chlamydia sono generalmente di lievi, aspecifici o addirittura inesistenti e ciò spesso comporta una sottostima e quindi una maggiore facilità della trasmissione.
Da qui la necessità di diagnosticare le infezioni asintomatiche soprattutto nelle popolazioni più giovani.
É bene ricordare che un uomo con un’uretrite asintomatica (30-50% di casi) costituisce un’importante fonte di infezione!
è una tecnica di amplificazione degli acidi nuclei e rappresenta il gold standard per la diagnosi dell’infezione da chlamydia Trachomatis. Permette di rilevare la presenza di tutti i sierotipi di chlamydia tramite l’esecuzione di vari tipi di tamponi:
– endocervicali
– vaginali
– uretrale
– oculari
– rettale
La metodica in real time.
Oggi le linee guide suggeriscono di abbandonare i test con scarse performance tenuto conto che:
(colture, immunoenzimatica, immunofluorescenza)
sensibilità: 68-90%
specificità 82-90%
sensibilità 99% specificità 100%

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